Perugia by Night

Perugia by ... Day

Guida turistica di Perugia e Umbria
Home Forum AgendaContattaci Invia NotiziaIsersisci Scheda della tua Attività FAQ
La Festa dei Ceri di Gubbio Sponsored by
 
 

La Festa dei Ceri di Gubbio

ceri.jpgSi celebra a Gubbio ogni anno. I "ceri" sono tre macchine di legno alte ciascuna quattro metri e pesanti quattro quintali, formate da due prismi ottagonali sovrapposti alla cui sommità si trovano la statua di Sant'Ubaldo (cero appartenente ai muratori), la statua di San Giorgio (cero dei commercianti), la statua di Sant'Antonio (cero dei contadini). Fissati verticalmente su barelle (brancarde) i ceri hanno ai lati alcune "manicchie", anse cui sono legate corde con le quali vengono tenuti dritti. Durante l'anno sono custoditi nella chiesa di Sant'Ubaldo sulle pendici del monte Ingino; la prima domenica di maggio vengono portati in città e il 15 dello stesso mese costituiscono il fulcro della festa del Santo Vescovo guerriero, patrono di Gubbio. L'origine della manifestazione è ignota; alcuni vogliono che sia stata istituita nel 1154 per festeggiare la vittoria di Gubbio su undici città alleate, altri ne sostengono la derivazione da antichi riti pagani. Ogni cero è portato a spalla da 40 "ceraioli" che vestono costumi vivaci: fez, fazzoletto, sciarpa rossa alla vita, pantaloni bianchi e camicia gialla, quelli di Sant'Ubaldo; camicia azzurra, quelli di San Giorgio; nera, quelli di Sant'Antonio. Sono comandati da un I° capitano, armato di sciabola che ha sotto di sé un II° capitano (detto capitano dell'Accetta, incaricato di far largo tra la folla) e un araldo. Al mattino hanno luogo caratteristiche cerimonie; la sveglia del Capitano e dei ceraioli, il pranzo comune di autorità e ceraioli, l'alzata dei ceri (con la rottura di una brocca d'acqua sulle barelle), la mostra, giro per la città. I ceri vengono quindi deposti in fila in via Savelli della Porta e rialzati solo alle ore18, allorché sta per giungere una processione uscita dal Duomo. 
Dopo una benedizione impartita dal Vescovo ha inizio una corsa vertiginosa per la discesa di via Dante mentre l'araldo intona un secolare ritornello. I tre colossi oscillano, ondeggiano, pencolano lungo il cammino in forte pendio, una folla eccitata li precede e li segue sostenendo con grida i ceraioli nel loro immane sforzo di muscoli e di volontà. Tornati in piazza della Signoria i ceri si fermano; eseguono, quindi, tre "virate" (giri di corsa) intorno ad un pennone sul quale sventola il gonfalone di Gubbio e si lanciano, finalmente, per l'erta del monte Ingino che conduce alla Chiesa del Santo. Sono quindici, diciotto minuti di affannoso sforzo, di estrema sofferenza. (Lungo la strada, tortuosa e acciottolata, sono disposti gruppi di rinforzo). Non si tratta di una vera e propria gara di velocità, in quanto i ceri devono procedere in fila, senza sorpassarsi; ma è un punto d'onore dei portatori non farsi distaccare da quelli che li precedono. Nell'ultima parte della corsa l'eccitazione scatenata della folla accompagna con un tumulto bacchico lo spasimo dei ceraioli. Questo misto di entusiasmo e di sofferenza, di sforzo selvaggio e di ardore penitenziale è, appunto, la caratteristica della manifestazione. Giunti alla meta, i ceraioli offrono i ceri al Santo e si prosternano davanti all'urna d'oro che ne racchiude le spoglie.

 



| Disclaimer | Privacy | Contatti | Links |

Associazione Perugia in Internet
P.Iva 02771760549