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Palazzo del Capitano del PopoloPiazza Matteotti 06100 Perugia Il Palazzo del Capitano del popolo è ubicato in piazza Matteotti, già piazza del Sopramuro, dunque nel pieno centro di Perugia, a due passi da Corso Vannucci e da Palazzo dei Priori.
Fu edificato nel 15° secolo inglobando strutture preesistenti risalenti al periodo romanico.
L’opera fu infatti commissionata dal Comune di Perugia nel 1473 a Gasparino di Antonio e a Leone di Matteo, che poterono terminarla nel 1481.
Splendido è il portale decorato ai lati da grifoni di marmo che tengono tra i propri artigli, rispettivamente, un vitello ed un montone.
Il portone d’ingresso è sovrastato da una lunetta è inserita la statua della giustizia, sulla cui base vi è l’iscrizione “iustitia virtutum domina”, mentre invece tra l’arco della porta e la loggia vi è l’iscrizione “popoli perusini praesidi d. MCCCCLXXII”.
Molto bella è anche la merlatura che demarca il piano dell’autorità, delimitata sulla destra da uno splendido balconcino in marmo, ornato con dei bassorilievi.
Di pregevole fattura sono anche le bifore situate al primo piano, dotate di finestre ancora recanti i vetri originari, prodotto dei mastri vetrai dell’epoca.
Il secondo piano fu seriamente danneggiato dal terremoto del 1741, al che l’arch. Pietro Carattoli, molto attivo a Perugia in quell’epoca, non poté far altro che demolirlo e ricostruirlo restringendo le luci delle finestre.
Sempre sulla facciata, in basso a sinistra, si possono scorgere scolpite le misure del passo e del piede perugino, sottomultipli del miglio cittadino. Ciò in ragione della destinazione d’uso che aveva originariamente il palazzo, nonché per praticità, in considerazione del fatto che l’antistante piazza, un tempo del Sopramuro, era in passato sede del mercato cittadino.
Il miglio perugino corrispondeva a 1275 passi. Il passo perugino corrispondeva a 5 piedi. Infine il piede perugino corrispondeva a 33,5 cm.
Oggi giorno il palazzo è sede della Corte di appello civile e penale di Perugia.
Tale destinazione d’uso risale peraltro all’età napoleonica.
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